venerdì 25 gennaio 2008

Index filmorum prohibitorum : Recensisti per voi

L' appuntamento di questa edizione del cinema di una certa qualità e particolarità ha per oggetto un film dell' 82 che quando uscì dissero proprio che faceva schifo al cazzo tanto che il regista prima si mise a piangere, poi decise di lasciarsi per sempre il cinema alle spalle e di fare il giovane di elettrauto a 300 euro al mese senza contributi, mentre il suo nome diveniva oggetto di scherno attraverso una popolare filastrocca per bambini scustumati. Tuttavia oggi la carriera di quel maestro della macchina da presa è stata completamente riabilitata da quell' ingiusta stroncatura, grazie all' avvento di Tarantino ed all' impegno della critica di sinistra che ci mette sempre dai 20 ai 25 anni per capire la reale qualità di un film che sembra che è brutto ma se lo guardi più attentamente ti accorgi che in realtà è cult, ed oggi insegna tautologia cinematografica all' Accademia di Los Angeles. Stiamo parlando di Peppe Brescia, già noto al grande pubblico per aver diretto capolavori del genere democristian-pulp, filone poliziottesco, come "Carcerato per invidia", "Il Mannaggiasantissima" e "O deputato 'nnammurato", mentre il film che abbiamo l' onore di presentarvi quest' oggi è :



I fatti ed i personaggi narrati in questo film sono puramente immaginari e frutto del talento visionario del regista, anche se la loro attualità è sorprendente. Don Mario Clemenza (Carmelo Zappulla) è un uomo d' onore, temuto e rispettato, che svolge il proprio lavoro di capo-quartiere nel timore di Dio e nel rispetto della famiglia intesa unicamente come quella che scaturisce dal matrimonio tra uomo e donna e celebrato con rito cattolico. La gente del suo rione lo acclama, definendolo un galantuomo d' altri tempi per il quale una stretta di mano o una telefonata sul telefonino sotto controllo del suocero valgono più di un contratto scritto e che si è sempre battuto, a volte pure a maleparole, per farli operare per direttissima, no come devono fare tutti gli altri che per colpa dei raccomandati devono aspettare mesi o anni, e per assicurare posti di lavoro prestigiosi e a tempo indeterminato come primari di ospedale, ingegneri capo di lavori finanziati dalla regione, oppure, quando proprio non sanno rispondere a nessuna delle domande della commissione, come geometra, a loro ed ai loro figli, anche a quelli che non hanno potuto proseguire gli studi ma che comunque non per questo non hanno diritto ad un avvenire luminoso come tutti gli altri in questi tempi difficili per i giovani d'oggigiorno che non hanno più certezze o fiducia nel domani. Un uomo così benvoluto ed affermato non poteva non suscitare l' invidia della malagente cattiva e bugiarda, che ordisce un vigliacco complotto contro di lui e la sua famiglia. Don Mario Clemenza resiste stoicamente, per il bene del suo popolo, ai più infamanti e codardi attacchi perpetrati dai giudici ai suoi danni, finchè questi gli mettono vigliaccamente agli arresti domiciliari la moglie Rosa (Ria De Simone), all' anagrafe Rosina, cattolica pure praticante, che noi in paese la vediamo sempre a tutte le processioni con i piedi scalzi per terra, laureata a New York col massimo dei voti in storia dello sciampismo e del make up, che ha conosciuto il futuro marito quando aveva 12 anni ed è stato l' unico uomo della sua vita, eccellente cuoca che ha preparato una squisita e rinfrescante merenda per noi giornalisti che siamo andati ad intervistarla. Pur di colpire la luce dei suoi occhi ed unica donna della sua vita, questi nemici della famiglia e della libertà, ricorrendo al gelido ed ostile linguaggio giuridico piuttosto che a quello dei sentimenti, hanno la sfrontatezza di chiamare concussione l' amore commovente di una madre di famiglia verso i suoi figli che "sò sempre piezz' e core e qualsiasi madre farebbe di tutto per vedere sistemati i propri figli, o no?" (Emmanuel Kant), cugini e parenti fino al quarto grado pure della famiglia del marito. Non contenti, gli sfottono anche la mamma (Regina Bianchi) senza motivo, che fino a quel momento nessuno aveva messo le mamme in mezzo, e le fanno pure un pernacchio da sopra al motorino all' uscita della chiesa, facendola svenire per la vergogna. A questo punto Don Mario Clemenza, seppur accecato dalla rabbia, per difendere la propria famiglia è costretto a deporre momentaneamente le armi ed abbandonare la prestigiosa carica di capo-quartiere di cui è investito, recitando un commovente e colto discorso davanti ai suoi colleghi guappi, in cui cita una poesia che crede di Neruda ed invece è di Mario Merola, e, novello Cincinnato, si ritira nel suo feudo insieme a pochi ma fedelissimi uomini d'onore, attendendo il momento della riscossa. La sua vendetta sarà tremenda ed a farne le spese, nella spettacolare resa dei conti finale, saranno anche quelli che lui credeva amici, ma che per vigliaccheria o attaccamento alla poltrona non hanno preso le armi in pugno quando si trattava di combattere i nemici dei valori, della libertà, della patria e dell' onore, in un' escalation di violenza, dimissioni, sputi in faccia, voti di fiducia, maleparole, sindaci di roma che corrono da soli, gesti delle corna e gente che si sente male in aula, che il maestro Tarantino ha definito "un entusiasmante climax catartico che si protende senza alcuno scuorno verso l'apoteosi del pugnettismo realista, a metà strada tra il Peckinpah di Cane di Paglia ed il cinema di Franco e Ciccio" ed a cui si sarebbe ispirato Francis Ford Coppola per la spettacolare sequenza finale de "Il Padrino IV : 'A cumunione", che uscirà in tutte le sale cinematografiche e sedi Giffas soltanto l'anno prossimo, ma che già si è accaparrato ben 7 premi oscar.



Due scene tratte dalla sequenza più coinvolgente ed entusiasmante del film : la resa dei conti finale degli uomini d' onore (interpretati rispettivamente da Antonio Allocca e, nel secondo video, da Leopoldo Mastelloni) contro i nemici della giustizia ed i falsi amici traditori, però fatta sempre nel rispetto dei sacri valori della famiglia e della cristianità.

martedì 15 gennaio 2008

Index Filmorum Prohibitorum : Prossimamente al cimena

Kikka tiene 12 anni, quell' età in cui tutte le ragazzine sognano di mettersi a innamorarsi proprio del ragazzo giusto e di fare le veline o almeno un mestiere diverso dalla purtinara. Aniello ha 47 anni, quell' età in cui pure t'a putiss' truà 'na cazz' e fatica invece di stare sempre ittat' annanz' o giradischi o a parlare di che ha fatto il Napoli. Kikka sembra avere tutto dalla vita : frequenta un prestigioso istituto delle suore dove sta per prendersi la licenza media con ottimo, ha una casa al mare, un simpaticissimo cane iorcsciair di nome Dottor House, un' amichetta femme-fatale coi capelli rosso fuoco e con 2 interruzioni di gravidanza alle spalle ed infine un fidanzato con gli occhi azzurri che fà il rapper ed è un vero duro dal cuore tenero che si veste proprio con il pantalone come si porta mò ma non perchè segue la moda. Tuttavia sente che nella sua vita manca una passione travolgente. Aniello si sente ancora giovane dentro di sè e vuole seguire la voce del suo cuore e non dar retta ai consigli della malagente arida che vorrebbero uccidere il suo spirito ribelle e romantico. I due si incontrano per caso fuori a un Punto Snai. Si guardano. Si innamorano. Aniello si è già sputato in mano. Ma il destino crudele si mette in mezzo, ponendo numerosi ostacoli sulla loro strada e facendoli cadere più volte a faccia 'nderra e facendogli uscire pure il sangue dai denti. I genitori di lei non vogliono saperne. La moglie di lui nemmeno. Il padre di Kikka ha già sollecitato l' intervento delle autorità per allontanare quell' uomo da quella che lui vede ancora come la sua bambina e non vuole accettare che ormai sia da tempo diventata una donna. Aniello ha già sbagliato in passato con la società, ma questo non basterà a fermare il suo amore. Ad un certo punto Kikka si mette pure ad alluccare quella che è diventata la battuta più famosa del film ed è entrata immediatamente nel linguaggio degli adolescenti di oggigiorno : "Non sono più una bambina! Questa è la MIA vita e devo fare quello che decido IO!", fino a che si fanno le 19.15 e cominciano le Winx per televisione. Dal regista di "D' amore manuale I e II", Federico Sfaccia, un film che parla direttamente dei problemi del mondo di noi giovani d'oggigiorno : SCUSA, MA TI CHIAMO PESCE. Dal 25 gennaio in tutte le sale bingo, sale da biliardo e punti snai.

"Finalmente un'immagine diversa dalla Napoli sommersa dalla spazzatura" (Repubblica)

"Un film commovente che parla al cuore dei giovani e non nega le responsabilità di Bassolino sulla questione dei rifiuti" (Il Corriere della sera)

"Era ora che un regista trovasse il coraggio di parlare del problema della gravidanza pre-adolescenziale in una città sommersa dall' immondizia" (La Stampa)

"In questo film Riccardo Scatuoncio è troppo bono, però Bassolino dovrebbe dimettersi da presidente della Regione dopo che Napoli è stata invasa dalla spazzatura" (Libero)

"Sono storie che fanno paura perche complicate e difficili ma sono storie che ogni ragazza e ragazzo si sognano storie di vero amore storie profonde e piene di passione, ma passione vera nn la passione artificiale che mettiamo noi ragazze e ragazzi di oggi nel vivere una storia damore. ragazzi ho 20 anni fra 1 anno mi sposo e vi dico una cosa lamore esiste il 25 .1 faccio il compleanno e mi faro un regalo bellissimo andro a vedere questo film con il mio amore . . . Ah!Il fatto dell' immondizia è proprio una vergogna per la nostra citta che e la citta piu bella del mondo ed io sono orgogliosa di essere nata in questa citta e di essere napoletana, CAPITOOO??" (Il Foglio)


Un intenso primo piano del bellissimo e tenebroso Scatuoncio che va a prendere la sua amata all' uscita dell' "Istituto parificato Sacro Cuore di Gesù Cristo in croce che sempre si vuole bene con Padre Pio Santissimo" con le mamme che lo guardano un poco strano.

domenica 6 gennaio 2008

Il cataclismo cristiano : Crimen Scustumationis

Scustumatessen, da sempre al fianco del Vaticano e dei discorsi di specchiata fede contro a chi vuole mettere in dubbio che Dio è Grande, che Dio è Amore e soprattutto che non vogliono bene a Gesù Cristo e fanno chiagnere la Madonna, dice basta a queste accuse infamanti sui preti che mettono le mani addosso ai bambinielli e al Papa che invece di menarli a sperdere ci fà pure lo spicchietto e vede se sta arrivando qualcuno. Scustumatessen non tiene niente da vedere con questi falsi moralisti di sinistra che basta che danno in faccia alla chiesa e sono contenti. Per farli chiavare una volta e per sempre la lingua a quel servizio, ha deciso di pubblicare il testo integrale di un documento finora segretissimo, che va a sostituire il Crimen Sollicitations, che non si è capito i giornalisti americani che andavano trovando dal papa se i loro preti erano abbuccati con la recchia, ed il De Delicti Gravioribus, che avete capito chi l' ha scritto? L' ha scritto il Papa, quando era ancora Ratzinger! Uagliù, cioè je nun me faccio capace ma veramente stiamo facendo? Mò dico io se quello scriveva una cosa malamènte, mica lo facevano papa? Je arrivato a questo punto nunn' avessa parlà manco però proprio perchè mi voglio mettere sopra a tutta questa gente che, invece di mettersi con un rosario in mano a pregare che Cristo non gli fa morire i figli piccoli, vanno dicendo queste schifezze ecco di seguito pubblicato il testo redatto dal cardinale Trupea e da quella santa donna di sua moglie Rosa, che soltanto grazie ad una fede incrollabile ed ignorando i consigli della malagente e della famiglia ha potuto liberarsi di un marito che non era buono proprio ed essere finalmente una cristiana felice. Il documento è scritto ovviamente in latino perchè è la lingua di Dio e non ve ne incaricate che non lo riuscite a capire : Dio non si capisce, si crede e basta (S. Frungillo scurtecato e menato a sperdere in un buschetto curriato dai cani la notte di S.Silvestro mentre sparavano i fuochi, XVIIZ) e se lo pregate intensamente e con la faccia per terra può essere che vi concede pure a voi una briciola della sua infinita misericordia ed il sabato sera fa ritirare vostra figlia a casa sana e salva pure se si mette la minigonna.

CRIMEN SCUSTUMATIONIS

Instructio
De modum procedendi in causum de crimine scustumationis
Servanda diligenter in casciafortem archivo secreto curiae pro norma interna que, marunnella santissima numquam non voluit id arrivant at leggere giurnalistorum, finito habemus de facere et fatica habemus da trovare nos omnia, quid videte bonus ubi id mittite.

PRAELIMINARIA

1 Crimen Scustumationis habetur cum criatures molestant sacerdos que facti loro facent et indussent at purcariam committere que loro non volent sed proprio quid ii sunt costricti.
2 Haec criatures praetofiles sunt dictae et ii sunt criatures disgratiates que pulcher et bonus provocare mettunt sacerdos cum vestitiellos cortos (gonnae, cazunettos etc.) et mittendo terga in positio scustumatam (ex : pecoram, ginocchiam assettare). Criatures nascitur et già zuccularum esse et un pauper sacerdos que Padreternum servat cum tanta devotionam que potest facere? Nihil! Et cedebat at peccatum committere cum criatures scustumates que colpa matres lores est que educare non sapent.

TITULUS PRIMUS
De prima criminis notitia

Criatures praetofiles bonus facent at stare zittii dopo fetentiae quod andatur facens cum Dii servos et cum maximo scuorno perdonum invocari. Se proptum zittii non stare firabat, parlari potest solum cum altrum praetum, sed dopum non lamentari accumienciat se questum pauper sacerdos, ex spuorcum et peccaminosum raccontorum turbatus, maniari sub vestitiellum accumminciabat. Silentium debent teneri non solum criatures disgratiates, sed quoque amici, cognoscentiis, patris, matris et fratis criaturorum.

TITULUS SECUNDUS
DE POENA (accortes quid hic non se pattiatur)

Personem fetentem et bugiardam qui Marunnelae Santissimae bene non volunt et silentium obligum violant et sine scuornum IRA DEI sfidant, scomunicae immediata colpiti sunt, sed hic nihil est . . . que vi credebant? Secretissimum Inquisitio Tribunalis typus et durata poena decidet completamentem ad schioverem ut non pattiates quid cerevellam abbruciantur nobis. Pauper praetes que fetentiae subentur ex criatures fetentes, immediata cambiant parrocchiam et localitate, in spes que altres criatures praetofiles non incontrant et un pocuum serenitate pure ii trovari potest.

Post scriptum

. . . Ah! Ammèn!


Subscriptio Iudiciis Ordinari vel Ribusciati
Subscriptio Notarii Magnafranchi

Nota dell' autore : Se avete fatto scuole che il latino non sanno manco dove sta di casa tipo l' alberghiero o il liceo scientifico e proprio non riuscite a capire che ci sta scritto, abbuffatemi di richieste con molta umiltà e spruscinando la faccia per terra nel timore di Dio sempre sia lodato che forse nei commenti verrà inserita la traduzione.

martedì 1 gennaio 2008

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Tenevo un sacco di idee ed un post già scritto apposta per il capodanno. Aspettavo soltanto che venisse il primo gennaio per pubblicarlo. Tuttavia oggi ho saputo (o meglio ho ricevuto la conferma di cose risapute) che ieri notte i soliti uomini di merda, non contenti di aver dilapidato una fortuna (l'aumento r'è ttass e chi v'è mmuort . . . questo natale tutti più poveri, eh?) per fare la guerra a chi sparava di più con il ragioniere del palazzo di fronte, in un momento di puro delirio agonistico-celebrativo, hanno creduto di essere stati catapultati nel far west dalla macchina del tempo della loro scemità e, dopo aver estratto la pistola dal primo cassetto del comò della camera da letto (chiuso a chiave, perchè i loro bambini non devono farsi male), hanno cominciato a fare il tiro al bersaglio contro le finestre (chiuse!) degli indiani cattivi che stavano festeggiando la fine dell' anno per i cazzi loro. Uno di quegli indiani è morto. Teneva 30 anni e faceva il meccanico. Un altro piccolo indiano di 10 anni è in bilico tra una non-vita e la morte con un proiettile conficcato nel cervello, mentre i cowboy bravi bravi sono tornati al 2008 e, dopo aver smaltito i postumi della sbornia da protagonismo e riposto la pistola fumante nel cinturone firmato D&G, si trovano seduti attorno alla tavola imbandita con l' inutilità delle loro famiglie a parlare di pallone, di questo governo di comunisti e femmenielli che con le sue tasse ci ha reso tutti più poveri, di vip fuorusciti da qualche reality sulla miseria umana ed invitati come special guest nel locale dove sono andati a spendersi 100 euro per farsi il veglione, della suoneria per il cellulare che li chiama per nome (per paura di essere confusi cu' ati strunz e mmerd comm' a lloro) e della macchina nuova che si sono comprati perchè quella vecchia non si portava più e poi andava a finire che la zoccola che tengono affianco non li faceva chiavare o peggio ancora li lasciava. L'anno prossimo non le consumate tutte queste pallottole. Ve ne basta una. Una soltanto. Alla tempia. Così vi risparmierete un 2009 di nuovi, sfavillanti, chiassosi e continui fallimenti che faranno emergere inevitabilmente e ripetutamente la vostra natura di esseri inferiori e sorridenti. Buon 1836, italiani.

martedì 25 dicembre 2007

Merry 'Nsistmas : I regali di Natale di Scustumatessen

Non tenete una fatica ma dovete ugualmente comprare una pazziella ai vostri bambini perchè vi siete giocati già l' anno scorso la scusa che a Babbo Natale gli era venuta la candida? Siete talmente soli che vi siete scordati che oggi è Natale e che pure che non tenete a nessuno che si fira di stare vicino a voi comunque si devono fare i regali? Scustumatessen vi risparmia quest' ennesima figura di merda agli occhi della gente e vi suggerisce tanti pratici ed economici regali di Natale da fare alle persone che più vi sono care.

Regalo n.1

Piluscio


Prendete una iatta morta da non troppo tempo e portatevela a casa. Se non ne trovate manco una e non vi avota troppo lo stomaco, levatevi lo scarpone pesante della Dr Martin e, dopo esservi assicurati che nessuno vi sta guardando o che veramente sono gente che si cacano sotto pure di respirare, usatelo per amazzarne una con le vostre mani e portatevela a casa. Accendete il fòn a velocità 2 ed usatelo per abbuffare il pelo della povera bestia tipo zampogna di Natale. Se non lo tenete, mettegli la zampetta dentro alla presa della corrente finchè il pelo non raggiunge il volume desiderato, tenendo una bottiglia vacante a portata di mano nel caso dovesse riprendere vita. Subito dopo metteteci un fiocchetto rosso, preso alla merceria del palazzo affianco che sta 5 centesimi e pure li potete spendere per far felici i vostri figli, in ganno e sostituite gli occhi che si sono ammarrati o sono esplosi, a seconda del tempo che lo avete tenuto in corrente, con due bottoni marroni presi da qualche cazone che non vi va più in modo che il piluscio sembri finto. A questo punto potete darcelo con un gioioso sorriso alla persona che lo deve avere. Se il piluscio dovesse cominciare a fetare così tanto che proprio non si può più far finta di niente, senza perdervi d'animo metteteci una foglia di vasenicola dentro al pertuso del culo oppure date la colpa ai cinesi che fanno le imitazioni che non sono buone. In alternativa potete metterci una pietra di sapone e poi esclamare : "Guarda 'a papà! Caccia pure le bolle per culo!" ed appararvi pure questo Natale davanti agli occhi dei vostri figli.


Nella foto vedete il vostro piluscio ancora nella prima fase della preparazione

Regalo n. 2

Burzetta


Salite sopra a una vespa 125 o a un qualsiasi ciclomotore che non sia il Califfone o il Sì. Fatevi un giro per un rione dove stanno di casa persone che una cusarella di soldi astipata la tengono e cercate nei pressi di un mercato una signora che cammina per i fatti suoi. A questo punto dovrete far appello a tutta la vostra coordinazione, prontezza di riflessi e mancanza di scuorno, riuscendo a mantenere lo sterzo con una sola mano ed afferrare con l'altra la burzetta della signora, cercando di non tirarvi appresso anche quest' ultima o almeno di farle mollare la presa dopo pochi metri. A tal scopo, se le vostre capacità atletiche raggiungono livelli semi-professionistici, potete tentare di prenderla a calci in faccia, pure che è Natale. Meglio se la donna è ucraina o comunque extracomunitaria, così non vi può nemmeno andare a denunciare per paura che i poliziotti la cacciano dal nostro paese o se la chiavano in gruppo. Se è pure sotto i 35 anni, non ve ne incaricate e spedite tutti i suoi documenti alla Incatasting Spa del signor Carraturo che se lo vede lui e può essere che vi abbuscate pure una cosa di soldi. Ripulita la burzetta del suo contenuto superfluo, potete consegnarla alla vostra fidanzata o a quella che vi tenete all' insaputa di vostra moglie, dicendo : "Tiè amò, t'aggio accattat' a burzett' ca te piace a tte! Buon Natale" e lei per ricambiare, se lo farà mettere romanticamente dentro il pertuso piccolo. Ricordiamo che questa procedura della burzetta richiede notevoli capacità atletiche e che spesso non riesce nemmeno ai professionisti che si allenano 12 e più ore al giorno. Dunque ai bambini figli di persone perbene e alla gente imbranata da casa diciamo : Don't try this at home che poi vi fate male o andate in galera e ci venite a cacare il cazzo a noi. Va bene così, Moige?


Una comoda sequenza esplicativa per rendere ancora più facile la preparazione del regalo

Dopo avervi aiutato ancora una volta a celebrare in maniera più lieta le feste e rimandato ulteriormente il momento del vostro appuntamento con l' impietoso giudizio della vita, Scustumatessen augura un felice Natale a tutti i suoi lettori.

giovedì 20 dicembre 2007

Mores Maiorum

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" Na cos' è l'amicizia, n'ata cos' è 'a spaccimm' r'a cunferenz'!" (Cicerone - De Amicitia)


" Chi dice donna, dice mannaggiamaronna "

" Al contadino non far sapere, ca te tien' a zoccola r' a muglier' "

" Tra moglie e marito . . . p'è spart'r agg' perz' n' uocchio "

" Meglio soli che assieme a chella zoccol' e mamm't "

" A caval Donato ce fet' o ciato "

" Una parola tira l'altra ... 'nu colpo 'e pistola e nisciun parl cchiù "

" L' ozio fà crescere 'e zizze "

" Chi nasce quadro . . . tutt' quant' o sfott'n "
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martedì 18 dicembre 2007

Scustumatessen & Trashopolis presentano : Le grandi icone dell' emancipazione femminile made in Napoli

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Pamela De Vivo - La mia città



Ad aprire la nostra rassegna dedicata al fondamentale processo di emancipazione femminile che ha attraversato la cultura partenopea e neomelodica in particolare, è Pamela De Vivo, interprete insieme al "grosso" conduttore di "Cantiamoci su" Nando Mariano (autore a sua volta della canzone "Amore contro amore", dedicata appunto al tema della parità dei sessi) del brano "La mia città". La deliziosa Pamela, lanciata dall' occhio esperto del celebre Michele Lunella (regista di indimenticati capolavori come "Parentesi Tonde", film in cui recitano tutti assieme 2/3 delle sorelle Lecciso esclusa Loredana, Karim Capuano, Antonio Zequila, Giucas Casella, Flavia Vento, Patrizia De Blank e mezzo cast del Grande Fratello), aiutata dalla sua figura flessuosa e da una straordinaria potenza vocale, illustra un rapporto di coppia realmente paritario e bilanciato, in cui la donna non è per nulla sottoposta all' autorità del suo uomo. Le schiette risate dei presenti, compreso lo stesso Lunella (che, come ci fa notare il sempre attento Ciro Ascione, è il primo ad impazzire di gioia), ed il fatto che uno di essi approfitti dell' esibizione canora per andare a fare pipì, conferiscono a questa indimenticabile performance un ulteriore tocco di salubre e progressista euforia democratica. Il sol dell' avvenire splende radioso negli studi di Tele Torre. Il video, come molti di quelli che verranno proposti all' interno della rassegna, è tratto dal prodigioso archivio di Trashopolis (il suo link lo trovate nell' elenco dei miei siti amici).

giovedì 13 dicembre 2007

Scustumatessen & Nimesulide presentano : "Le ultime lettere di Jacopo Muortis contro I dolori del giovane Waller"

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Le ultime lettere di Jacopo Muortis


III lettera


Dal Bar "Canalone", Venezia, 13 dicembre 1797

Ti scongiuro giovane Waller, non ribatter più; fernesco n' attimo 'sta partita a flipper e ti rispondo. Ho deliberato di venirmi a spendere i miei ultimi ducati dentro a questo ameno bar, pur avendo promesso a mia madre che avrei oggi cominciato a faticare per quattro perucchi veneziani dentro al Blockbuster di Via Canale appilato n.34. Non mi è bastato il cuore e mi perdonerà, spero, invece di prendermi con lo scarpone ortopedico davanti ai cumpagnelli, rignendomi di scuorno. E che sò fatto? Un scarrafono? (...agg' perz 'nnaggia a maronn...). Lascia che ti principi il racconto sinnò nun capisci manc 'o cazz. Stamane traboccante delle migliori intenzioni mi ho scetato di buon'ora con l' alluccare di un pappavallo che da dentro a un gazebo annunciava in dolby surround la nascita di un nuovo partito dedicato proprio alla gent' e mmerda, per consumar poi frugale colazione col mottino ed il lattuccio dentro al C2N che, come avverso ed ingrato nocchiero, mi avrebbe condotto a buttare il sangue a faticare. Avevo obliterato pure il biglietto, per farti capire come veramente avevo messo la capa a fà bene. Arrivai con poche ore di ritardo e le lacrime già irrigavano, come fresca rugiada su un campo di friarielli, il mio viso fanciullesco al pensiero di essere atteso da un destino tanto rio ed a sentire le maleparole che si firava di dire il direttore con tutto che in paese lo sanno come una brava persona che tiene famiglia. Rimasi ben presto solo, poichè il mio collega di turno, Carminiello, un giovane bruno, dinoccolato (nunn agg mai capito che cazz' significa) e figlio di una coppia di intellettuali gay veronesi che si sono sposati e poi hanno divorziato dopo un mese prima ancora che i Dico entrassero in vigore e che a Rutelli ci venisse una crisi mistica e si mettesse a piangere davanti alla figurina della marunnella scalza con la vestaglia e i bigodini in testa, lasciò per qualche ora il posto di lavoro per andare a prendere con la visparella la sua gentile e diafana fidanzata, Giusy Cannulicchio e concedersi con lei un romantico incontro a base di pugnette dietro alla stazione di Venezia Centrale dove una scritta in bianco che dice "men" si staglia orrizontalmente su sfondo blu e fete un poco di pisciazza. Stremato il mio gracile corpo da quel lavoro che richiedeva la forza di 100 braccianti ucraini senza permesso di soggiorno e sala da pranzo, decisi di concedermi una piccola pausa ed inserii nella lanterna magica della thompson la pellicola di un film spuorco, dal titolo "L' importanza di chiavarsi a Ernesto", con l' intento di tirarmi finalmente la seconda pugnetta della giornata, quando ad un tratto la mia attenzione fu carpita da una figura di donna che si stagliava per terra emettendo grida lancinanti proprio davanti alla vetrina. Era 'na zencara con un criaturo in braccio, che chiagneva, feteva e chiedeva l' elemosina davanti al Blockbuster con un cartello in mano che diceva : "Sono povera, non tengo casa, tengo 10 figli ed un marito morto durante la guerra che si ubriaca e poi mi riempie di mazzate e mi fa scorrere il sangue dai denti". "Zitto!" pensai in testa a me "Vuò verè ca se chiav'?" e con tono cicisbeo rivolsi cunferenza alla zingara, che non appena scorse la mia timida ed allampanata figura, come saetta in un giorno di maletiempo che sei sceso pure con i giapponesi ai piedi, si alzò fulminea per darmi in faccia al grido di : "Io qua potere stare!!!" e nel medesimo istante, come sciame di mosche 'ngopp a 'na cacata 'e cavallo, si riversò nel negozio una banda di fetienti e gentarielli che già erano stati espulsi dal prefetto 7-8 volte e che altrettante volte erano tornati e si erano portati pure i cumpagni da dentro al bar "Bucarèst, è strunz chi ce rest". Questi prepotenti e scustumati energumeni rovesciarono, alluccando le peggio schifezze in rumeno, il contenuto degli scaffali e lo menarono spavezato per terra. Invano invocai soccorso, alluccando tipo femmina che si trova per scambio dentro una casa studenti a Perugia, mentre i malinquenti mi davano la corsa e mi tiravano appresso una dopo l'altra le cascette di "C'eravamo tanto amati in culo", "Roma città aperta dietro", "Martin L' Uter King", colpendomi ripetutamente in fronte con la stessa precisione di un cecchino di Sarajevo che fà zumpà a cap' a copp' o cuoll a 'nu criaturo che cammina mano nella mano con la madre. Alcuni di loro si erano pure spuntati la vrachetta. Senza pensarci un secondo di più abbandonai in lacrime quel posto infernale, scapezzandomi qui come crapetto a pasqua, tra le mura amiche del melanconico palcoscenico della mia infanzia più serena, ancora zuppo di amare lacrime e sangue che scorrono all' unisono copiosi e merda che mi scende per sotto, sentendo finalmente la voce paterna e rassicurante del buon barista Don Gerardo pronunciare la sua tipica e bonaria frase "Facev' bbuon Musullin" e parlare male di Wladimir Luxuria pure quando si parla del campionato del Napoli e non si capisce tanto che c'azzecca. Soprattutto perchè onestamente je m' a chiavass'. Mia madre ha già saputo da Carmeniello della mia fuga e mi ha qui spedito un piccione viaggiatore per farmi sapere che mi avrebbe buttato nel cesso la collezione di vinili di Mika e tirato impietosamente la catena. Chella granda zoccola. Una lieta novella tuttavia pervade di gioia la mia vita di dolori, patimenti e privazioni. Ho conosciuto a una sopra a Badoo ed il mio cuor ricolmo è nuovamente di goia e fanciullesca speranza. Ha detto che forse ci fidanziamo.

Per sempre cumpagn' a tte
Jacopo Muortis

Per quelli un poco più abbunati che non hanno capito ancora come funziona, la risposta a questa lettera verrà pubblicata su nimesulide.blogspot.com quando l' autore ne terrà in cuorpo.

venerdì 7 dicembre 2007

Tv, sorrisi e cazoni spuntati : Il pomeriggio teens di Italia1

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14.30 The Simpsons

La prima malaparola di Maggie

Homer si presenta ubriaco al lavoro e Burns lo caccia a caveci in culo da dentro allo stabilimento. Quando Marge apprende la notizia del suo licenziamento si mette ad allucare come una ianara ed Homer la paccarea davanti ai figli. Ne nascerà una vrangata di iastemme e maleparole che coinvolgerà tutti i membri della famiglia gialla più simpatica d' America e che avrà termine soltanto con l'arrivo del presidente del Codacons che gli ricorda che sono cartoni animati e chiede se gli sembra bello a mettersi fare questa iacuvella davanti ai figli di persone perbene che stanno davanti alla televisione.

15.00 Veronica Mazz'

Attenta alle spalle, Veronica!

La nostra super frizzante adolescente investigatrice privata è alle prese con un caso che veramente ci vorrebbe uno che a scuola ci è andato per riuscire a scoprirlo. La signora Ashley Scatuoncio ha trovato tracce di DNA umano in culo al suo cocker e vuole scoprire a chi appartengono. Dopo laboriose indagini, feste dentro alle ville di malibù, top girl dell' anno prima, lucidalabbra a mendarino, corse dei cani, sangui mestruali e parapesci scassati, la nostra briosa ed intraprendente investigatrice tutto pepe scopre che...

15.45 Malomm

Aè...e và và!

Malomm è un adolescente americano incredibilmente intelligente per la sua età, ma soprattutto tiene una cazzimma da far mettere paura pure un contrabbandiere di sigarette della California. Nell' episodio di oggi il nostro piccolo eroe è alle prese con uno dei problemi più comuni tra i dodicenni americani : la sua ragazza è uscita incinta e lui deve convincerla ad abortire pure con le mazzate in testa, perchè sennò si deve mettere a faticare.

venerdì 30 novembre 2007

Scustumatessen's moment of the arrogant autocelebration

Ebbene si, per questa occasione facciamo più o meno i seri. Scustumatessen ha tagliato il traguardo delle 1000 visite in poco più di una settimana (ovvero da quando è stato inserito il contatore dei visitatori a cura della vivistats) e pertanto il motivo di questo post è ringraziare tutti coloro che si sono venuti a fare due risate leggendo tutte le scustumatezze che sono state scritte su queste pagine, arrivando al mio blog sia tramite i link pubblicati su altri siti (katanka, mario perrotta, nimesulide, trashopolis, pepzep, maladomini e gli ahimè defunti blog di kurtiell e peggiore) , sia tramite ricerche effettuate sui motori di ricerca di cui dispone la rete. A tal proposito meritano una citazione d' onore tutte quelle persone che si sono recate su google con l' intenzione di trovare pagine relative ai seguenti argomenti :

"maglia di lana" figli di internet ( e si, pur llor piglian o catarr)

nodo di scimmia come si fa ( e che cazzo ne sacc' ? )


si na palla 'e 'nzogna, mettere scuorno! ( capit0? vergogna!)


roberto ferri davvero rovinato? ( si sa che scustumatessen è molto sensibile all' argomento)


eschimesi ingenui carattere ( eh insomma ... mò sann' mparat pur o iuoc r' è 3 carte)


eschimesi cacano ( aveva dei dubbi in proposito e cercava conferme su google? )


polo nord : eschimesi

foto di ragazze eschimesi ( vabbuò chist s'è proprio fissato)


puttane eschimesi ( in effetti se ne trovano poche per strada)


perchè gli eschimesi hanno un periodo senza notte ( per colpa delle puttane eschimesi che erano troppo scustumate ed avevano riempito il polo nord di parapesci usati per terra)

allaska


polo nord è un posto veramente sperduto dal padreterno


menare il can per l' aria ( povera bestia e che t' ha fatto?)


sit spuorc ( = siti porno)

chiavare ( fate attenzione perchè questo è un genio)


chiavare da dietro


chiavare a pozzuoli


femmine da chiavare


CHIAVARE SU YOU TUBE ( evidentemente chist nunn ha capit bbuon comm funziona youtube )

chiavata da cane ( questo è venuto dalla francia per scrivere sta cosa)


donna chiavata da asino


Un ringraziamento particolare va alle 72 persone che sono andate su google proprio per cercare scustumato e scustumatessen ed in particolar modo al millesimo visitatore del blog, che è questo personaggio qui :


Il suo nome è Mario Perrotta , qui ritratto da Gianfranco Marziano. Oltre che un ottimo artista ed un prezioso collaboratore ( sono sue le vignette utilizzate nei post dei peccati capitali, Hiroshigno ed altre che mò non mi vengono a mente) è un amico, perciò ogni tanto quando non tenete niente da fare andatevelo a vedere il suo blog, all' indirizzo http://ofumettista.blogspot.com/
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