martedì 16 ottobre 2007

Il cataclismo cristiano : I sette peccati capitali

La redazione di Scustumatessen, col patrocinio del deputato della Margherita Pasquale Ciurillo e su insistenza del cardinale Ruini, è lieta di presentarvi una nuova rubrica che farà luce veramente sulle radici cristiane su cui è fondata l' Europa e grazie alle quali ci differenziamo dalle altre società che sono molto meno civili di noi e che i sacri valori della famiglia non sanno nemmeno dove stanno di casa. Il primo approfondimento riguarderà un argomento che dev' essere letto con grande attenzione per evitare di andare a finire all' inferno con le palle di fuoco in bocca assieme a Mao Tse Tung, Marvin Gaye e Bombolo :

I sette peccati capitali.

I sette peccati capitali, nell' elenco originale redatto dal monaco greco 'e tufo Menechiello, erano 56 ma poi Papa Liborio V osservò che le bizzoche che frequentavano la chiesa non se li potevano mai imparare e che in fondo in fondo Menechiello pure era 'nu ddie 'e cacacazzo e li ridusse a 7, eliminando peccati fondamentali del disegno menechielliano quali il parmigiano sui fusilli, la puzza dei piedi e le perete a trumbone. L' elenco elaborato dal pontefice comprende :

I - La Ribusciatezza

Per ribusciatezza, nell' originale definizione liboriana, s' intende quello stato dell' animo umano in cui si trovano quelle persone che si sfastereano pure di cacare o di compiere gli anni. I casi più celebri di ribusciatezza che la storia ricordi sono senza dubbio quelli del conte Allasco da Pallapelosa, che mentre stava correndo sopra alla 500 sporting del cognato si sfasteriò di mettere il piede sopra al freno e se jett' a scamazzà in faccia ad un asilo nido, e dello scienziato Tupuleo, che si sfasteriava di lavarsi i piedi e si fece venire una malattia che fino a quel momento veniva soltanto alle scimmie e che lo fece arricettare in 4 giorni . I ribusciati vengono puniti con la reclusione all' inferno per un periodo che va dai 10 ai 15 anni, durante i quali vengono messi a correre sopra a dei tapis-roulant di Monika Sport, mentre si guardano le televendite di Wanna Marchi che li chiama chiattoni di merda e gli sfotte le mamme senza motivo. Pene sostitutive sono previste per i minori e per i ribusciati con almeno un deputato in famiglia. La pena viene immediatamente sospesa in caso di indulto.


La ribusciatezza raffigurata in una miniatura del XI sec ad opera del miniaturista Perrotto da Mario

(continua...)

giovedì 11 ottobre 2007

O quiz m'ha cacat' o cazz : La ghigliottina

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Direttamente da raiuno, il fantastico gioco televisivo presentato da Carlo Conti. Hai capito qual'è la parola misteriosa? Telefona all' 899697106 e veramente parlerai proprio con il simpatico Carlo Conti che ti dirà se la parola è esatta oppure no. Vietato utilizzare il servizio per dire cattive parole, raccontare i fatti personali o cercare di fidanzarsi. Non ci facciamo riconoscere.

venerdì 5 ottobre 2007

Tv, sorrisi e cazoni spuntati : I programmi della settimana

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Un posto al sole, puntata 2450

Mentre è alla disperata ricerca di Nunzio, Franco butta sotto con la motocicletta Don Lubberto, un simpatico pensionato dell' Italsider di Bagnoli, che comincia a ripetere 300 volte : "Avete rovinato l'Italia, quann' faticav' int'o stabbilimento etc" e vuole che Franco gli faccia la lettera o almeno gli offra una Tassoni al bar Vulcano. Intanto a Palazzo Palladini, Cinzia e Guido rimangono coinvolti in uno spassoso contrattempo, con quest' ultimo che rimane incastrato col pesce nella macchina da cucire della madre, creando tutta una serie di gag esilaranti ma sempre scritte da persone che hanno studiato e che perciò fanno gli sceneggiatori alla rai. Roberto Ferri, sempre più in aperta crisi con Paola, comincia a spostare con la bocca e a mettersi a tu per tu con la sua amata. Paola allora lo accusa di essere uno sporco capitalista insensibile ai suoi delicati problemi di donna-sindacalista, schierata da sempre a favore della lotta operaia per veder sorgere un giorno il sol dell'avvenire sopra un mare di gente che non tiene niente da vedere e soprattutto da perdere. La schermaglia amorosa termina con Ferri che tira Paola per i capelli e la mena per tutte le scale, facendo correre i simpatici Raffaele e Teresa, ca pur' nun se fann maje 'e cazz llor. Nel frattempo Viola scopre un' amara verità : oltre ad essere sposato, Cesare è pure un poco abbuccato con la recchia, mentre Elena, alle prese con la difficile scelta tra lavoro e famiglia, rompe gli indugi e se mett' a ffà direttamente 'a zoccola. Intanto Silvia è alle prese con problemi legali : La guardia di finanza ha scoperto che non fa uno scontrino fiscale dal 1995 e che le macchinette del videopoker che ha messo dentro al Bar Vulcano sono truccate. Pertanto le fa una multa di 1200 lire, mostrandosi insensibile al suo pianto disperato ed alle sue recriminazioni su quelli che sono i veri criminali e veramente hanno rovinato Napoli, la società, il mare, il sole, la pizza e il mandolino. Ma poi Silvia si ricorda che Otello fa il vigile e si fa levare la multa subito subito.


Silvia e Giulia quando facevano le puttane


Le guardie si portano Franco che bestemmia Sant' Antonio Abbate

lunedì 17 settembre 2007

MYNTHOST

Achille = Achille era il più invincibile dei soldati dell' antica Grecia. Era figlio di Pelè e di Chinaglia, che si conobbero quando giocavano in America nel Cosmos. Da bambino, mentre giocava a pallone con Ulisse, Aiace Telamonio e Rafele 'o biondo, andò a finire dentro al mitologico fiume Sarno e fu salvato da Don Licomede, famoso condottiero della Tracia inferiore, che lo afferrò per il piede destro. Una vecchia indovina di nome Calliope 'a zengara che assistì all' intera scena disse le profetiche parole : Si nunn ha ittat 'o sang mò, 'stu uaglion nun more cchiù" ed infatti le fetenzie che stavano dentro al fiume resero Achille più forte di un semidio e più invincibile di un contrabbandiere di sigarette, solo che oltre alla forza sovrumana gli erano usciti peli dappertutto e ben presto gli amici cominciarono a sfotterlo Pelide Achille. Non accusava il dolore manc si 'o 'ccerevano, pure quando i compagni di scuola gli davano gli scozzettoni fortissimi da dietro con la rincorsa. All'età di 18 anni, considerando che faceva ancora la seconda elementare e che aveva ucciso a mazzate due maestri e cinque bidelli che si volevano prendere la questione su chi era più forte tra Arturo Di Napoli e Stefano Borgonovo, il padre lo fece arruolare nell' esercito, dove cominciò ad appiccicarsi con tutti quanti pure quando non ce n'era motivo. Vinse così battaglie su battaglie e divenne sottufficiale dell'aeronautica militare. Sotto le armi conobbe Patroclo, giovane bello e figlio di aristocratici che se lo faceva chiavare in culo da cani e puorci pure non graduati, e se ne innamorò. Si intalliò talmente che se lo voleva sposare che, per spiegargli che ancora dovevano inventare Zapatero ed i matrimoni gay, stavano per perdere la guerra. Un bel giorno Ettore, il principe dei troiani, dai modi aristocratici e raffinati, si scordò che era principe e chiavò un pacchero da sopra al motorino in faccia a Patroclo, urlando : "Ricchiò, miett't scuorn!!!!" e gli fece uscire il sangue dai denti. Stava per accadere il più grande appiccico della storia della mitologia greca e non. Patroclo si mise a piangere per il dolore e lo scuorno per l' affronto subito davanti all' altare sacro di Apollo scapucchiante e subito corse da Achille. Questi, accecato dall'ira, prima uccise Ettore tirandoci un immane dardo dietro alla noce del collo, poi lo attaccò alla vespa 125 e se lo portò strascinando per tutto il campo dei troiani, davanti alla moglie, il figlio Astianatte (che per lo shock prima divenne muto poi, approfittando del momento di celebrità, si iscrisse alla prima edizione dello Zecchino d' oro, classificandosi settimo con la canzone Papà rossonero, e divenne ospite fisso della trasmissione La bìos in diretta) ed il padre Priamo che si mise a piangere a sua volta e a dire che queste schifezze non le aveva mai viste di fare nemmeno in guerra. Ebbe un feroce alterco con il re Agamennone, che si era mangiato il panino col prosciutto crudo ed il provolone piccante che si era portato Achille da casa, e per questo non voleva combattere più, lasciando l'esercito greco in balia del nemico. Poi si guardò nello specchio, vide che stava facendo 'na maronn e panza e che in fondo pure si sfasteriava e si gettò un' altra volta a capofitto e a cap'e cazzo nella battaglia. Solo che, poichè era il giorno di Ferragosto e faceva 'nu maronn 'e caldo, Achille aveva pensato di scendere in battaglia con i sandali aperti e, non vedendo una cacata di daino greco per terra, ci andò a finire col piede destro sopra, prese una malattia che gli faceva uscire il sangue dal naso e morì anche lui. Alla sua morte lasciò Patroclo incinto di un bambino che fu chiamato Neottolemo, giusto per lo sfizio di farlo sfottere una volta raggiunta l' età scolara, e che un giorno senza motivo andò a Troia e menò Astianatte dal quinto piano di un palazzo senza ascensore, mentre la vedova di Ettore, la principessa Andromaca, urlava : "Ma nunn abbastav' chillu ricchion 'e pat't? Mò pure tu vien a scassà 'o cazz? Ma allora ce l'avit proprio c'a famiglia nostra? " e fece correre i carabinieri e la signora del piano di sopra che lasciò il ragù sul fuoco, come ci tramanda Omero.


Achille mentre uccide una lacerta, bassorilievo (Miliscola, Lido Guerra 'e Troia).

giovedì 13 settembre 2007

Scustumatessen aderisce al Maiale Day

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(Eh ... lo so, fa schif' o cess ma in questo periodo tengo delle tarantelle che mi stanno portando alla rapida trasformazione nel famoso essere della mitologia greca metà uomo e metà uallera : il ribusciauro, quindi come avrete intuito nun teng' genio 'e fà manc' o cazz)
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mercoledì 11 luglio 2007

Mores Maiorum

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"Voce 'e popolo, voce 'e Dio" (M. Heidegger)


"Se un cieco guida un altro cieco, vann'a fernì tutt'e dduie sotto a 'nu trerrote"

"Donna barbuta ... fosse travestuta?"

"E' un asino di natura chi tiene il pesce quant' a 'nu criaturo"

"Gli estremi si toccano ... e poi intostano"

"Menare il can per l'aria"

"A chi dai il dito ... s'o chiav' nculo"

"Can che abbaia romp 'o cazz"

"Arco di sera, bel tempo si spera. Arco di mattina, sto bloccato a via Marina"

"Acqua cheta, jamm'ce a ffà 'o bagno!"
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venerdì 6 luglio 2007

Index Filmorum Prohibitorum : Prossimamente al cimena

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Finalmente è uscito in Italia, con un ritardo di oltre vent'anni dovuto alla strenua opposizione di Roberto Formigoni ed al fatto che lo spedizioniere che teneva la pellicola è uno che quando vede l'amaro del golfo non capisce niente più e non si ricorda più manco dove sta di casa, uno dei capolavori indiscussi della science-fiction made in japan, che già ha fatto scimunire e mettere a piangere, tanto che i genitori li dovettero portare fuori dal cinema, tutti i bambini giappinesi e non. Un film che seminerà il panico in sala peggio del controllone quando sale il mese di luglio alle 12.30 dentro al pullman Lucrino-Torregaveta ...



"Ngulo e che film!!!" (Repubblica)

"Sangue e merda di scigna scorrono di nuovo insieme ... era ora!" (Il corriere della sera)

"Ma stu cazz' e cafè se putess' avè?" (L' espresso)

"V' ò ddic mò e nun v' ò voglio ricere cchiù ... chest' è l'ultima vota ca me mannat' a vverè sti fetenzie!" (Libero)

Riusciranno i nostri eroi a respingere l'attacco del mostro? Riuscirà Kintaro a ricordare dove ha lasciato la patente per portare il trerrote prima che il mercatino dei puparuoli di Kyoto riapra e che suo padre se ne addoni? Che ruolo hanno la yakuza giapponese, la triade cinese e la camorra di Napoli in tutto questo? Ma soprattutto ... Che cazz' ce va facenn 'nu gorilla 'e chella manera per le strade di Tokyo? Lo scoprirete soltanto se spenderete 6 euro fetenti per il biglietto. Se ne sconsiglia la visione ai deboli di cuore, a chi si mette troppa paura o scuorno di vedere uno scignone di 26 metri che va distruggendo la città mentre allucca le peggio maleparole col pesce da fuori. Nessun animale è stato maltrattato durante le riprese di questo film. Lo scimpanzè è cresciuto così tanto perchè gli hanno dato a mangiare certa roba che teneva conservata il dottor Agricola, che è sempre un medico e quindi ne capisce certamente più di voi.

(La realizzazione della locandina è opera dell' incredibile talento dell' artista Mario Perrotta)

martedì 3 luglio 2007

Vafanculto : Die Spiriten 'nsisten Romanz

Siccome non avevo di meglio da fare e di chiavare non se ne parla proprio, ho cominciato una fitta corrispondenza epistolare con un caro amico e studioso di fenomenologia occulta, conosciuto nell' ambiente esoterico col nome di Mefistopesce. Egli ha rinvenuto nella biblioteca di Bergamo (pur'io sapevo che la biblioteca stava a Pergamo, ma evidentemente mi sbagliavo) una serie di antiche pergamene, dalle quali è stato possibile, dopo anni di studi, ricostruire la vita di un potente mago. Ho tuttavia l' impressione che il segreto stia consumando la vita del mio giovane amico e pertanto mi sono offerto di condividere questo pesante fardello con lui e poi addirittura di pubblicarlo, in modo che se ci sta da passare un guaio, lo passate pure voi. Procedo dunque senza troppi indugi alla pubblicazione della prima parte della ricostruzione della vita del mago, il cui nome troppo timore incute per pronunciarlo quando ancora il sole è alto e a tavola ancora non mi sono seduto. Chi si mette paura, non prosegua la lettura

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Nella notte del plenilunio di Novembre il mago Sburrioskji, tornava in casa che ci aveva un po’ di freddo a stare con le paposcie in mezzo ai boschi dove quando si faceva la sera se ne andava per i suoi riti misteriosi in prossimità delle acque sozzose della bergamasca.

I aucielli ululavano nella notte paurosa e qualche puorco da dietro agli alberi si faceva un po’ i fatti suoi evitando il pericolo di incappare nel mago tremendo.

Sburrioskji quella notte era davvero di poche parole, quando a pesce da fuori metteva a cuocere le anguille di Gerusalemme che gli portava il suo discepolo basso chiamato fin dalle elementari Ermengardo il sensibile, perché quando metteva le mani a culo alle sue amiche sotto imposizione dei ragazzini più nsisti, lui dopo gli veniva da piangere e tornava a casa e solitario nella sua stanza ci dava i baci alla foto di Padre Pio dicendo “ famm santo, io sono un bravo ragazzo e non voglio mettere le mani a culo”. Così un giorno Ermengerdo in un centro commerciale di Biella vide una immagine che gli sembrò un po’ mistica, ci stava Sburrioskji con un mantello che pigliava a maleparole i padri di famiglia che aspettavano le mogli di ritorno con la spesa vicino alle macchine.

Così quella stessa notte, che poi era la notte del cerchio magico di poltergeist quando cioè per le congiunzioni astrali dei muorti di Sburrioskji e la posizione della Luna nel settimo cerchio del cosmo sui magneti di Pallaròs, il mago con la sola forza della capocchia riesce a far pigliare scuorno a tutti i cunigli paesani della val di Susa. Questo evento scosse profondamente il buon discepolo del mago, che da quel giorno non ci riuscì più a non fare niente se non lo sapesse prima Sburrioskji.

Così Sburrioskji grande discendente di Madame Blavatsky e Genny Satanass acquistava sempre più potere agli occhi delle famiglie di disoccupati, di gentarella e di delinquenti senza storia del centro vecchio di Valmontone. Quando lo vedevano cominciavano a provare timore tanto che il postino del paese per la paura di vedersi cambiate le lettere recapitate in foto spuorche senza ragione, e temendo la reazione della gente importante del paese di mierici e avvocati gli diede in omaggio la figlia sua preferita. Sburrioskji approfittò senza pietà dell’offerta e quelli furono pure i giorni che elaborò il suo programma o manifesto dell’occulto…

La paurosa teoria dei livelli dell’aldilà che faceva arrevutare pure gli spiriti più audaci fu messa a punto in quelle notti frenetiche di duro lavoro. Il primo livello era quello in cui vedevi tutti i muorti arrizzare senza ragione e dare i turmienti nel sonno ai ricchioni della bergamasca, che infatti dopo qualche giorno molti si suicidarono, molto scalpore fece il caso del ragazzo che si sparò dentro al culo dopo aver sburriato sulle foto di un mistico dell’Occidente noto con il nome di Gregorio di Aquisgrana, una vera celebrità per i parrochi sfortunati che non dicevano le messe. In preda ai tormenti di un morto nsisto che gli diceva le peggio schifezze a litania insostenibile, la meglio gioventù dei ricchioni dell’est lombardia scomparve piano piano. Gli eventi della bergamasca scossero profondamente il senso comune, ma questo era solo l’inizio, il mago Sburrioskji iniziava così la sua ascesa nel mondo del paranormale.




Ancora non avete buttato il sangue? Tranquilli ... prima o poi lo butterete. Il carattere di scrittura antico del documento è dovuto al fatto che a Mefistopesce piace fare un poco il tragico e se non lo riuscite a leggere bene sò cazzi vostri perchè mi sfastereo di ricopiarlo da capo. Il simbolo qui sopra invece ce l'ho aggiunto io. Bello eh? Mi sembra di averlo già visto da qualche parte...forse a Pasqua ma mò non mi ricordo bene.

lunedì 2 luglio 2007

Homo homini iudex : The revenge of the politically correct

Poichè sulle pagine di questo blog veramente non si sta capendo più niente e si stanno deliberatamente attaccando valori sacrosanti come Dio, la Patria e la Famiglia, Il Moige, in collaborazione con il partito politico della Margherita, il Codacons ed il Doge di Venezia, ha deciso di inserirsi, tramite hacker figlio dell' eurodeputato DS Lanzaro, nel blog suddetto ed imporre al ribaldo Scustumato la pubblicazione del "Decalogo di ciò che è politicamente corretto" composto dalle seguenti norme indiscutibili :

I Chi ricorre all' uso della volgarità o della blasfemia passa sempre ed inevitabilmente dalla parte del torto.

II Non è lecito auspicarsi il male e/o la morte di un' altra persona

III E' assolutamente vietato essere permalosi, intolleranti, attaccabrighe e/o imprecare.

IV Dar vita a polemiche e risse reali o multimediali, come pure lasciarsi coinvolgere in esse, è altamente disdicevole ed assolutamente da terza media.

V E' vietato invocare sanzioni penali che non siano mirate al recupero ed alla rieducazione del reo, a prescindere dall' entità dei danni fisici e psichici cagionati alla persona offesa, poichè chi commette azioni penalmente rilevanti è sempre e comunque il prodotto di una società malfunzionante.

VI Una frecciata ironica ed arguta, meglio ancora se in presenza della famiglia e/o degli amici dell' interessato, vale assai più di cento attacchi a viso aperto ed è assolutamente più elegante.

VII Chi dice una cosa, anche in un discorso amichevole, sarebbe capace anche di farla e pertanto va allontanato senza remore.

VIII Non è ammesso parlar male di un qualunque membro di una minoranza etnica o religiosa, di una donna, di una persona sovrappeso, di Lady Diana, di chi non è più tra noi, di un prete, di una suora o di un omosessuale.

IX E' vietato vestirsi in un certo modo solo ed esclusivamente con l' intento di copulare.

X E' assolutamente vietato assumere posizioni reazionarie o criticare coloro che hanno espresso opinioni diverse dalle proprie, a meno che tali opinioni costituiscano violazione di uno o più d' uno dei principi suddetti. In tal caso è ammesso prendere le distanze dal colpevole ed in taluni casi di particolare gravità addirittura puntare l' indice destro.

X bis Chiunque chieda ad un individuo di sesso femminile di cucinare o preparare una tazzina di caffè è un lurido maschilista.

Qualora Scustumato decida, nonostante il monito, di contravvenire incautamente alle norme appena indicate, gli sarà comminata ad opera del giudice Santi Licheri una sanzione da stabilirisi tramite televoto condotto da Barbara D'Urso. No pena di morte poichè siamo contrari. Buongiorno


La frizzante Barbara D'Urso mentre si prepara a lanciare il televoto agli amici da casa con brio e simpatia